Egr. T.C.I.,
tra le novità editoriali appena uscite in libreria c’è un volume dal titolo VANDALI edito da Rizzoli e scritto da due ottimi giornalisti del Corriere della Sera: Sergio Rizzo e Gianantonio Stella (in rigoroso ordine alfabetico). Gli stessi autori del best sellers La Casta.
Al momento non l’ho ancora letto (e non so se lo leggerò) ma ci sono state ampie anticipazioni recensite da alcuni importanti quotidiani nazionali e gli autori sono stati ospiti di alcuni importanti programmi televisivi in cui hanno spiegato il contenuto del loro ultimo lavoro e questi contenuti riguardano un tema nel dna del Touring: la tutela del patrimonio storico, artistico e culturale italiano. Come si evince dal titolo se ne parla in maniera negativa e, purtroppo, non per colpa degli autori che con professionalità hanno catalogato un’infinità di nefandezze perpetrate ai danni di codesto patrimonio. Ho scritto che non so se leggerò questo libro perché sono certo che mi farebbe troppo male, posso immaginare che ogni episodio raccontato nel libro equivalga ad un cazzotto sferrato allo stomaco. E non è certo colpa degli autori che sono professionisti irreprensibili, ma di chi ha governato questa immensa e unica ricchezza che ci troviamo marcire sotto le mani. In una discreta indifferenza generale visto che abbiamo un ministro che è convinto del fatto che “Con la cultura non si mangia”. Forse sarebbe bene spiegare prima di tutto a lui che con la cultura, perlomeno in Italia, si potrebbe mangiare eccome. Invece no: non solo non si muove un dito per evitare che in futuro si debbano scrivere libri come questi, anzi, si carica dell’ennesima tassa (per fortuna che non avrebbero messo le mani nelle tasche degli italiani) i turisti e non che si recano nelle città d’arte. Ci sono poi state delle polemiche ridicole sul fatto se fosse giusto infine un giorno di festa il 17 Marzo 2011 dimostrando ancora una volta lo scadente livello della nostra classe dirigente nel suo insieme. 1) i 150 anni vengono una sola volta; 2) quest’anno non ci sono ponti (vedi 25 Aprile accorpato a Pasqua e 1 Maggio che cade di Domenica) e questo sarebbe l’unico; 3) se si vuole rilanciare (non solo a parole) il settore del turismo gl’italiani devono avere obbligatoriamente tempo e quattrini a disposizione per poter viaggiare ricordando che stiamo parlando di un settore che può fare molto bene all’economia e, in modo particolare, a quella del meridione dove il lavoro è un sogno per troppe persone; 4) se c’è così tanto lavoro per cui non ci si può fermare per 1 giorno (al massimo 3 se qualcuno farà il ponte), si potrebbe cominciare a richiamare al lavoro i cassintegrati e i disoccupati.
Scrivo queste cose perché mi è appena arrivato il numero di Marzo 2011 di Qui Touring e vorrei partecipare anch’io alla discussione e mi piacerebbe sapere quali sono le opinioni dell’associazione, le proposte, le denunce sul tema espresso da Rizzo e Stella nel loro libro; sulle celebrazioni dell’ Unità d’ Italia e sulle politiche a sostegno del settore turismo. Ritengo che questi temi siano il cuore di quest’associazione e mi farebbe piacere che venisse pubblicata questa lettera per stimolare una discussione sui temi che, a mio parere, costituiscono il dna del Touring. Ho letto la lettera del socio Bonfanti e la risposta del Presidente Iseppi e sono assolutamente d’accordo con entrambi. La lettera del socio la riscriverei perfettamente identica poiché ritengo che sia ottima e, da socio, accetto la sfida e rilancio con questa lettera. Vorrei sapere se sono il solo a cui piange il cuore vedendo lo stato in cui versa Pompei, piuttosto che Nola, piuttosto che le tante, troppe, opere d’arte abbandonate nel nostro paese. Ho visto servizi televisivi sullo stato d’abbandono del cimitero di Quarto, sul luogo dove è sbarcato Garibaldi a Marsala e penso che, al di là delle parole retoriche di circostanza, chi ha governato e chi governa – indipendentemente dal colore politico – non abbia minimamente a cuore il destino della cultura nel nostro paese e non capisca che far morire questo settore significa condannare il nostro paese al declino. Poi possiamo aggiungere i deliri di qualche critico d’arte che prova orrore (paesaggistico) per le pale eoliche ma non dice una parola (UNA!!!) sull’abusivismo edilizio che stupra il nostro territorio, che ruba per sempre scorsi meravigliosi e deturpa irrimediabilmente capolavori della natura e un altro capitolo di entrate economiche sostanziose, senza contare le terribili conseguenze che porta il dissesto idrogeologico (vedi Giampilieri, vedi le alluvioni in Veneto, in lucchesia e in Garfagnana e questo sono solo le prime che mi vengono in mente). Mi piacerebbe molto leggere un numero di Qui Touring dove si mettono al centro questi temi, mi piacerebbe sentire la voce degli altri soci e capire quali prospettive ci sono.
Vorrei che non ci fossero più libri come VANDALI perché vorrebbe dire che in Italia le cose andrebbero molto meglio. Ma se le cose vanno male è giusto che Stella e Rizzo facciano queste denunce. Il Touring cosa ne pensa di questi temi?
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